Gestire lo stress nel combattimento: come si allena in palestra

Gestire lo stress nel combattimento: come si allena in palestra

Come si impara a gestire lo stress nel combattimento? In un modo solo: abituando la mente alla tensione prima di salire sul ring. Lo stress non si toglie con un consiglio. Si allena, creando in palestra situazioni di pressione simili a quelle della gara. Così, quando arriva il match, quella tensione non è più una novità.

Di tecnica e di preparazione fisica si parla sempre. Di come allenare la testa a reggere lo stress, quasi mai. Eppure la mente va allenata come il resto del corpo.

Perché lo stress nel combattimento ti manda in tilt

Ti do un’immagine. Un atleta preparato alla perfezione, che non sa reggere stress ed emozioni, è come una macchina con un motore potente e la centralina bruciata. Il motore c’è. Ma non parte.

La mente è la centralina, il corpo è il motore. I pensieri generano emozioni. Le emozioni cambiano il respiro, irrigidiscono i muscoli, ti tolgono lucidità. Succede anche agli atleti con più talento.

L’ho vissuto sulla mia pelle. In palestra rendevo a mille, sul ring mi bloccavo. Non perché fossi meno preparato. Perché sotto stress cambiava il mio stato, e con lo stato cambiava tutto quello che riuscivo a fare.

Tre passaggi per allenare lo stress del combattimento

Se guardi il video che trovi più sotto, noterai che ho un atteggiamento provocatorio. È voluto. All’inizio avviso tutti che quel giorno non lavoriamo sulla tecnica, ma sullo stress. E metto una regola: è vietato arrabbiarsi.

Poi seguo tre passaggi.

  1. Consapevolezza. Spiego agli atleti che tipo di lavoro faremo e perché. Li preparo. Sapere cosa sta per succedere li rende più attenti e concentrati.
  2. Alzo la voce. Quando li richiamo o chiamo i colpi, lo faccio con un tono deciso, apposta. È uno stimolo emotivo: accende rabbia e frustrazione. L’intensità la regolo in base alla persona che ho davanti.
  3. Riprese continue. Li fermo spesso per riprenderli, anche quando stanno facendo bene. Questo attiva il dialogo interno, fa salire il nervosismo, fa emergere i blocchi.

Messi insieme, questi tre passaggi creano un ambiente che assomiglia alla tensione di una gara vera. E il cervello, a forza di starci dentro, impara a non andare in tilt.

Allenare la mente allo stress: cosa vedi nel video

Spiegarlo a parole è complicato. Per questo ho montato un video con spezzoni di lavoro insieme a vari atleti e maestri.

Guarda alcuni dettagli.

  • L’attesa. L’atleta resta fermo davanti ai colpitori e aspetta il mio comando. Non c’è niente di complesso da fare. C’è da reggere la tensione dell’attesa.
  • Tecniche semplici. Colpi dritti: uno-due, sinistro, destro, uno-due-tre. Niente di elaborato, perché l’obiettivo non è la tecnica.
  • Tutto sotto tensione. Ogni sequenza va eseguita in modo esplosivo e nel tempo giusto, appena arriva il comando.
  • Gli automatismi sbagliati. Mi vedrai riprendere chi tira un colpo solo perché ho alzato il colpitore, senza che io abbia dato il via. È un automatismo: sul ring ti fa tirare a vuoto.

Visto? So bene che in quel video sembro arrogante. Non lo faccio per fare il gradasso. Lo faccio per stimolare emozioni e stress in modo volontario.

Tenere alta l’attenzione e tirare solo al comando fa salire la tensione. Stimola la mente, le emozioni, la respirazione. E così allena la concentrazione.

Come gestire lo stress sul ring: farlo diventare normale

Il principio è questo. L’unico modo per allenare la gestione dello stress è creare situazioni stressanti.

Una volta che la tua mente si è abituata a provare quelle tensioni, quando sali sul ring non le vive più come una sorpresa. Le riconosce. Sono un processo normale, che viene dall’allenamento. Esattamente come succede con la preparazione fisica.

Allenare la mente a prendere confidenza con queste sensazioni ti permette di reagire quando conta, invece di subirle.

Un avviso. Nel video sono brusco, ma niente è improvvisato: si lavora sulle emozioni in modo forte, con l’accordo dell’atleta e con una misura diversa per ciascuno. Non è un esercizio da copiare a caso. Ed è coaching, non psicoterapia.

Dallo stress in combattimento allo Stato di Flow

Abituarsi alla pressione è metà del lavoro. L’altra metà è sapere cosa fare del tuo stato quando la pressione arriva.

Il Metodo Flow serve a questo: imparare ad attivare lo Stato di Flow a comando, attraverso respiro, istinto e inconscio. Il Flow non è calma. È lucidità nel caos.

  1. Riconosci cosa accade dentro di te quando lo stress sale: il respiro, le tensioni, i pensieri.
  2. Attiva lo stato in cui resti lucido.
  3. Applica quello stato sul ring, con l’avversario davanti.

Seguo gli atleti così da 20 anni, e ne ho accompagnati 1.300. Lo stress, però, non comincia al gong. Spesso comincia molto prima: leggi cosa succede con la tensione nello spogliatoio.

Se vuoi allenare la tua mente allo stress

Sempre più atleti capiscono che un supporto mentale li rende completi. Se sei stanco di bloccarti quando la tensione sale, nel percorso che ho preparato per i fighter trovi questo lavoro, passo dopo passo.

Scopri La Mente del Guerriero

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Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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