Come ridurre gli INFORTUNI nel calcio e aumentare la resistenza.

Come ridurre gli INFORTUNI nel calcio e aumentare la resistenza.

Gli infortuni sono da sempre un bel problema, e tentare di ridurli è una meta ambita di molti, ma usando quali mezzi?

Vediamolo insieme.

Sono nel mondo dello sport agonistico da 30 anni, e ho sentito teorie di ogni tipo sull’aumento delle prestazioni, sui blocchi degli atleti in gara e sugli infortuni.

Tanti giudizi personali, ma pochissime risposte esaustive.

Perché?

Puntare il dito su X o Y non è una strategia, è una azione controproducente colossale perché non va alla soluzione.

Strategia invece, è mettere da parte le emozioni, e valutare in modo oggettivo e soggettivo a 360° tutto, creando un’azione strategica mirata per arrivare all’obiettivo.

La strategia richiede tempo e impegno, e lascia fuori le emozioni!

Quindi, prima di andare al fulcro su come ridurre gli infortuni, direi di vedere assieme alcune teorie leggendarie non confutabili che fanno più danni che altro.

Danni di che tipo?

Ideologie false e ingannevoli che lavorano nella testa degli atleti, creando un mindset scarso e facile da destabilizzare in partita.

Dei virus che lavorano a livello inconscio, e che governano le azioni in stato di picco emotivo, creando dei cali di energia psicofisica, o degli eccessi non necessari.

Questi creano delle disattenzioni, dei lapsus, dei blackout mentali che scollegano la testa da corpo (disattenzione e sconnessione momentanea), in cui l’atleta non ha più controllo del proprio corpo.

È proprio in quel momento di eccesso che l’atleta si infortuna, cioè quando la connessione viene meno.

La disattenzione e cali di energia sono alcune delle cause degli infortuni, e finalmente sempre più persone iniziano a comprenderlo.

 

Le conseguenze degli
infortuni sul calcio

Questi virus creano ansia da prestazione, preoccupazioni, tensioni emotive, e quindi tensioni fisiche e problemi respiratori come conseguenza.

Che vuol dire?

Vuol dire che un atleta preparato perfettamente a livello fisico, se entra in campo con la testa altrove:

• non corre,
• respira male,
• si muove in modo scattoso e meccanico,
• gli manca il fiato,
• aumentano i dolori alle gambe,
• manca lucidità mentale,

Quindi oltre a rendere meno, aumenta le probabilità di infortunarsi perché fa più fatica del dovuto, muovendosi in modo meccanico e non più fluido come dovrebbe.

Più sollecitazione muscolare, maggiore fatica, più usura, maggiore infortuni.

Ma le emozioni centrano?

La paura di farsi male, è una emozione!
La paura di sbagliare, è una emozione!
La paura di non farcela, è una emozione!
La paura di rimanere senza fiato, è una emozione!

L’emozione ti taglia le gambe, ti blocca il respiro e i muscoli, quindi oltre ad aumentare le disattenzioni, fare errori stupidi, togliere il fiato, aumenta la possibilità di farsi male a causa della rigidità mentale e muscolare.

Alcuni si allenano di più per risolvere questo problema, senza sapere che così facendo alimentano le emozioni negative e l’ansia da prestazione al posto di risolvere il problema alla radice.

 

Le false idee ingannevoli
sugli infortuni e performance

Molti affermano che non è possibile prevenire gli infortuni.
Falso!

Se un calciatore non rende in partita, si pensa sia una questione di allenamento, o poco carattere.
Falso!

Se un calciatore rimane senza fiato in partita, si pensa sia allenato poco o male.
Falso!

Se un calciatore sbaglia, si pensa che non sia adatto a quel gioco o non abbia abbastanza talento.
Falso!

Tutte queste leggende metropolitane ormai sono dentro la testa degli atleti, e fanno più danni che altro perché ingannano molti talenti.

In tanti anni che faccio il coach, ho lavorato con moltissimi atleti bravi in allenamento e scarsi in partita.
Risultato?

Dopo aver creato un assetto mentale solido, reale, e trasmesso un metodo preciso di respirazione ‘Metodo Flow’, hanno iniziato a vincere e surclassare gli avversari in partita quando prima subivano.

Non hanno più avuto problemi in partita, ma hanno iniziato a vincere e dare il meglio di sé in campo.

Tutto questo senza cambiare nulla sulla preparazione o altro, ma solo togliendo la spazzatura che avevano nella loro mente, cioè il freno a mano e imparando un metodo preciso di respirazione durante la corsa.

E qui è doveroso farsi la domanda:
è più facile che si faccia male un atleta stanco fisicamente e mentalmente e pauroso di farsi male, o un atleta riposato, lucido e sicuro di sé?

Scrivi la risposta su un foglio di carta se sei coraggioso, sarà sorprendente leggere quello che scrivi.

 

Gli infortuni più frequenti

Contratture, stiramenti e strappi muscolari, con l’aggiunta delle lesioni alle ginocchia e caviglie.

Voglio evitare di fare la lista di tutte le procedure che conosci già per ridurre gli infortuni, ma preferisco fare dei ragionamenti più ampi.

Gli studiosi hanno constatato che gli atleti con una maggiore attenzione hanno un numero inferiore di infortuni rispetto a chi è meno attento, meno vigile.

Questo avviene per il semplice motivo che lo stress e ansia da prestazione incidono direttamente sui movimenti, sulla respirazione e sulla prestazione.

Infatti la respirazione incide tantissimo sull’aspetto fisico e mentale perché è il tramite che collega corpo e mente.

La testa comanda.

E come si fa attivare la testa?

Con la respirazione Flow!

 

Respirazione e infortuni:
cosa centra?

Devi sapere che la respirazione incide direttamente sulla corsa a livello mentale e fisico.
Se ti blocchi mentalmente, ti blocchi fisicamente.

Se ti blocchi fisicamente, hai paura di sbagliare, ti muovi male e aumenti il rischio di farti male.

Come puoi notare questo processo è oggettivo, e non teorico.

Applicando la Respirazione Flow puoi evitare queste interruzioni interiori, e avere la continuità di muoverti in modo più fluido e leggero, eliminando disattenzioni e sprechi di energia inutili.

Tutti gli atleti che hanno applicato il Metodo Flow, riescono ad eseguire in modo più naturale i movimenti appresi in allenamento, riducendo così la possibilità di farsi male e giocare con maggior sicurezza.

In tutti questi anni, avendo fatto seguito migliaia di atleti nei vari sport applicando il Metodo Flow, i risultati sono stati a dir poco sorprendenti, quali:

  • recupero più veloce
  • aumento della resistenza fisica
  • riduzione della produzione di acido lattico
  • riduzione dei crampi alle gambe
  • aumento della lucidità mentale
  • maggior sicurezza nelle azioni
  • aumento dell’attenzione selettiva
  • continuità di gioco

Tutti questi risultati sono stati confutati su tutti gli atleti in tempi brevi perché si lavora direttamente alla fonte.
Questo viene determinato dal cervello, che è la centralina che comanda il corpo.

Un motore potente senza centralina vale zero.

Adesso puoi scegliere se continuare a pensare come hai fatto fino adesso sperando risultati diversi, oppure cambiare strategia e avere a disposizione un metodo preciso e dettagliato.

Per vincere servono le giuste strategie

Ripeto, qui non stiamo parlando di teorie, ma del condensato di 16 anni di studio e ricerca.

Tutti gli atleti che applicano il Metodo Flow non hanno più problemi di fiato, nè crampi alle gambe, ne di fiato corto, ne disattenzioni.

Adesso puoi scegliere se rimanere indietro seguendo le vecchie leggende metropolitane ‘ mi hanno sempre detto cosi’, oppure evolverti e fare la differenza per sempre.

Se vuoi fare la differenza, clicca il link qui sotto e impara il Metodo Flow, l’unico metodo di respirazione che ti permette di aumentare resistenza e lucidità mentale in campo!

Clicca qui: Metodo Flow nel Calcio

Entra in campo con la mente attenta e lucida per giocare con la sicurezza necessaria per esprimere le Tue vere capacità in campo senza più esitazioni e mancanze.

Ti sorprenderai dei risultati che puoi ottenere!

Emanuele Zanella
Mental Coach specializzato nello sviluppo delle performance fisiche e mentali.

 

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