Fiato corto nel calcio: perché succede anche se sei allenato

Fiato corto nel calcio: perché succede anche se sei allenato

Il fiato corto nel calcio, quando sei ben allenato, di rado dipende dalla condizione fisica. Dipende da come respiri mentre corri sotto pressione. Paura di non avere fiato, paura di non farcela, paura di sbagliare: queste emozioni cambiano il respiro, e il respiro ti taglia le gambe.

La buona notizia è che si può lavorare su tutte e due le cose: sul respiro e su quello che lo manda in tilt.

Fiato corto nel calcio: una scena che conosci

Sei in campo. Durante la settimana hai lavorato bene. Ti senti pronto.

Poi arriva il momento che conta. E ti ritrovi senza fiato, con le gambe pesanti e la testa annebbiata. Perdi il pallone. Arrivi secondo sul contrasto. Sbagli un’occasione che in allenamento non sbaglieresti mai.

Di solito si dà la colpa alla tensione, allo stress, all’emozione della gara. È una risposta vera a metà. Perché non ti dice cosa fare.

La domanda giusta è un’altra. Se in allenamento hai una buona resistenza, perché non dovresti averla anche in partita?

Perché hai il fiato corto in partita e non in allenamento

Ti racconto di Luca. L’ho conosciuto a uno dei miei training.

Luca è un calciatore serio. Si allena duramente. Eppure aveva un ostacolo che non riusciva a superare: il fiato corto durante le partite. Più si impegnava in settimana, meno capiva perché la domenica calasse.

Il suo fisico in partita era lo stesso dell’allenamento. Era cambiato lo stato. In partita c’è il risultato. C’è il giudizio. Arriva la tensione, il respiro si disordina e la prestazione scende.

È un problema comune tra i calciatori. E non si risolve solo con la preparazione fisica. Luca non aveva bisogno di più corsa. Aveva bisogno di accedere, in partita, a quello che sapeva già fare.

Nel video spiego come la mente agisce sul fiato.

Fiato corto e respirazione: cosa c’entrano le emozioni

Come respiri mentre giochi pesa molto sulla tua prestazione.

Quando respiri in modo scorretto a causa di un’emozione, la prestazione ne risente. Le emozioni che vedo più spesso nei calciatori sono tre:

  • paura di non avere fiato;
  • paura di non farcela;
  • paura di sbagliare.

Sotto sforzo, un respiro disordinato porta a meno resistenza e a meno lucidità. Un respiro guidato fa il contrario. Per questo parlo di respirazione strategica: collega corpo e mente nel modo giusto.

Ti alleni duramente per migliorare forza, resistenza e tecnica. Ma se non impari a respirare mentre corri, stai lasciando indietro una parte di quello che sai fare.

Allenamento mentale e respiro per superare il fiato corto

L’allenamento mentale nel calcio viene spesso messo da parte. Eppure è decisivo per gestire le emozioni in gara.

Se non conosci le tue emozioni e non sai come lavora la tua mente, il rischio è uno: affidarti alla fortuna. Entri in campo sperando di giocare bene.

Sperare non è un metodo. Ti serve un processo: sapere cosa ti succede dentro e avere uno strumento per intervenire.

Unire allenamento mentale e respirazione, dentro la tua preparazione, può fare la differenza tra una prestazione nella media e una in cui esprimi quello che vali.

Da dove cominciare, in pratica:

  • osserva come respiri nei primi minuti di partita, quando sei più teso;
  • riconosci quale delle tre paure ti riguarda di più;
  • impara un modo preciso di respirare mentre corri, e allenalo in settimana.

“Respirazione nel calcio? Non ci credo”

Ti capisco. Forse è la prima volta che senti parlare di respirazione nel calcio. Forse hai dei dubbi. O semplicemente non ci credi.

È normale. Quando una cosa è nuova e diversa da quello che abbiamo sempre fatto, è difficile accettarla.

Molti calciatori che seguo, all’inizio, dubitavano. Per inesperienza. O per quello che dicevano gli altri: compagni, amici, a volte lo staff.

Poi hanno provato. E quando un calciatore sente di persona cosa cambia in campo, lo scetticismo se ne va da solo.

Non ti chiedo di credermi. Ti chiedo di tenere la mente aperta e di provare. Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto.

Guarda pure cosa propone la rete. Troverai di tutto. Poi valuta con la tua testa.

Se la tua sensazione è proprio quella dell’aria che manca, leggi anche mi manca l’aria quando gioco a calcio.

Dal fiato corto allo Stato di Flow a comando

Quando respiro e testa lavorano insieme, in campo ti senti diverso. Lucido. Presente. Con le gambe che rispondono. È lo stato di Flow.

Il Metodo Flow insegna ad attivare lo Stato di Flow a comando, attraverso respiro, inconscio e istinto. I passi sono tre:

  • Riconosci cosa accade dentro di te quando la partita si fa pesante.
  • Attiva lo stato giusto con il respiro, mentre corri.
  • Applica quello stato nei momenti che contano.

Faccio il coach da 20 anni e ho seguito 1.300 atleti nel loro lavoro su corpo e mente. Con percorsi personali e un controllo attento dei progressi. Per i calciatori trovi tutto nella pagina sulla respirazione nel calcio.

Se sei stanco di regalare partite perché il fiato finisce prima di te, guarda come lavoro con i calciatori.

Scopri il percorso per calciatori

La scelta è tua. Se vuoi prima capire se fa per te, richiedi la sessione conoscitiva gratuita: compili il modulo, ti ricontatto e in una breve videochiamata capiamo insieme quale percorso è adatto a te.

Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *