Interviste a Elena Cardoni, la nuova campionessa del mondo di Kick Boxing 2019e al suo maestro Marco Lanzilao per quanto riguarda la preparazione mentale di Mental Coaching per i campionati Mondiali WAKO (LC, LK, K-1), a  Sarajevo.

MARCO LANZILAO

Ciao Marco, prima di tutto chi sei?
Mi chiamo Marco Lanzilao sono un Maestro di kickboxing e karate, mi sono formato nel gruppo sportivo della Guardia di Finanza settore karate (WKF karate olimpico), ottenendo risultati a livello mondiale, per poi passare nel mondo della kickboxing e attualmente allenare uno dei Team più prestigiosi in Italia e al mondo , con più di 15 campioni del mondo in diverse specialità.

Che tipo di problemi hai sempre riscontrato su Elena prima di gareggiare?
Uno dei problemi principali di Elena era l’insicurezza e la carenza di autostima.

Riesci a dare una percentuale di resa che aveva Elena in allenamento e in gara?
La percentuale di resa di Elena in allenamento era superiore di un 20% rispetto alla gara, dovuto alla sua incapacità di concentrarsi sull’attimo presente piuttosto che pensare a situazioni negative.

Per quale motivo hai scelto di far fare un lavoro mentale a Elena ?
Il problema di Elena era principalmente sul piano mentale ed emozionale per questo abbiamo scelto un mental coach.
Avendo seguito io personalmente il Metodo Flow di Emanuele ho trovato molto interessante il modo di lavorare da lui proposto.

L’anno scorso oltre ad aver fatto il training sul Metodo Flow con molti dei tuoi atleti, hai fatto seguire Elena ai campionati europei da Emanuele, ci puoi spiegare il perché di questa scelta?
La comunicazione inconscia è sembrata proprio adatta alla problematica di Elena scelta che poi si è rivelata ottima.
I risultati ottenuti da Elena agli europei di kickboxing sono stati fantastici, oltre aver vinto la medaglia d’argento alla sua prima esperienza internazionale perdeva solo di un punto alla finale con la campionessa del mondo in carica .

Che risultati hai ottenuto, impressioni e valutazioni?
La prova del nove è avvenuta proprio ai quarti di finale dove un sorteggio non positivo ci metteva di fronte alla Campionessa europea e mondiale .

Parliamo del mondiale, come hai spinto Elena a fare un lavoro di Mental Coaching?
Dopo aver preparato l’incontro dal punto di vista strategico e tecnico Elena riusciva a rimanere concentrata tanto da umiliare la polacca, ottenendo un verdetto a suo favore da parte di tutti e tre i giudici con uno scarto di 5/6 punti per poi volare dritta alla finale strappando il campionato mondiale dalle mani della forte campionessa israeliana.

Elena come ha affrontato questo mondiale rispetto alle altre gare importanti?
Rispetto alle competizioni passate in cui le emozioni potevano bloccarla questa volta hanno giocato a suo favore aiutandola a raggiungere la vetta più alta ritornando in semifinale con la polacca che secondo il mio punto di vista è stato un capolavoro ,la sua abilità nel canalizzare la forza delle emozioni creando una sinergia vincente fra mente emozioni e corpo.

Quando combatteva che percezione hai avuto dei lei? Era lucida, più sicura di se stessa, concentrata, oppure il contrario rispetto le altre volte?
Era più sicura rispetto alle altre volte, più pronta a mettersi in gioco, non associando la sconfitta a un fallimento totale.

Quando ha combattuto contro la campionessa del mondo in semifinale, cosa è successo?
Rispetto al Campionato Europeo ha dato tutto quello che aveva dentro, senza freni mentali e questo è bastato ad annientare la campionessa polacca.

Che consiglio daresti agli altri atleti e maestri su un percorso di Coaching e sul Metodo Flow?
Il training con il metodo Flow permette di superare con facilità sabotatori interni creando una mentalità vincente nei ragazzi che lo praticano.

Ultima domanda leggermente di parte, ma doverosa. Come mai hai scelto Emanuele e non altri più vicino?
La mia scelta di Emanuele è dovuta al fatto che ho toccato con mano l’efficacia del metodo da lui proposto e la capacità di entrare in sintonia con i ragazzi. Il mio consiglio per tutti è di provare.

ELENA CARDONI

Ciao Elena prima di tutto grazie per questa intervista, ecco 13 domande sul tuo percorso di Mental Coaching a distanza in video chiamata Skype per questo mondiale.

1 Che tipo di problemi hai sempre riscontrato quando dovevi gareggiare?
Il problema principale da dover affrontare prima di gareggiare è sempre stata la tensione, che spesso diventava ingestibile.

2 A cosa pensavi quando dovevi combattere e come ti sentivi?
Spesso quando dovevo combattere il pensiero era sempre ”e se non riesco” “e se dovessi perdere”. È la passione per cui ho sempre vissuto, impegno fatica e sacrifici, e quindi ci tieni tanto e ci punti tutto ed è proprio questo ad alzare la tensione e a volte la paura di perdere diventa il punto centrale dei pensieri.

3 Riesci  a dare una percentuale di resa tra allenamento e gara?
Sono sempre io stessa tecnica, stessa atleta eppure c’è differenza tra l’allenamento e la gara.. il compagno non è li per “rubarmi la coppa”, non c’è un giudice, non c’è un pubblico, non c’è un verdetto.
È come camminare su un ponte a 5 centimetri da terra, e sullo stesso ponte ma a 100 metri da terra.
Il risultato ottenuto lo dice il risultato di gara… Una super vittoria. Anche avendo lavorato poco, sono salita con molta meno tensione e sono riuscito a fare quello che sapevo fare.

4 Come ti sentivi quando non riuscivi ad esprimerti in gara e per quanto tempo?
Dopo una gara andata male per quanto uno si può dire mi rifarò la prossima volta, mi allenerò meglio, darò di più… È la cosa a cui tenevi di più, la cosa a cui dedichi tutto e quindi si può dire “anche i campioni piangono”.

5 Hai lavorato con Emanuele anche l’anno scorso ai campionati europei 2018 il giorno prima di combattere in semifinale, come mai e per quale motivo?
Ho lavorato con Emanuele anche lo scorso anno ai campionati europei perché dopo un corso sul Metodo Flow a Roma fatto con lui mi era piaciuto molto il suo lavoro e il suo modo di esprimersi che trasformava la tensione in una risata.

6 Che risultati hai ottenuto solo con quelle 2 sessioni a distanza in video chiamata prima di gareggiare?
Il risultato ottenuto lo dice il risultato di gara… Una super vittoria. Anche avendo lavorato poco, sono salita con molta meno tensione e sono riuscito a fare quello che sapevo fare.

7 Parliamo del mondiale 2019 nel quale sei diventata l’unica campionessa italiana. Come mai hai scelto di fare ancora un lavoro mentale?
Quest’anno era l’anno del mondiale, e ho scelto di rifare il lavoro con Emanuele perché il livello era salito ancora, e la tensione inutile dirlo era arrivata alle stelle e visto gli ottimo risultati avuti l’anno precedente ho deciso (per fortuna) di riaffidarmi a lui.

8  È stato un percorso facile o impegnativo?
È stato un percorso facile ma impegnativo😅 Non c’era qualcosa di difficile fisicamente o faticoso ma tutto che da una parte distoglieva l’attenzione giorno e notte dalla tensione di gara e dall’altra parte il puntare gl’occhi su quanto amassi combattere e non su “oddio e se perdo”.

9 Come hai affrontato questo mondiale rispetto alle altre gare importanti?
Ho affrontato questo mondiale cosi.. amo combattere, amo fare a pugni, voglio quella coppa e menerò a tutte per averla.

10 Come ti sentivi prima della gara?
Prima della gara mi sentivo tesa ma molto spesso una tensione che aumentava a dismisura e andava a compromettere la gara. Una tensione che non partiva dal giorno di gara ma da settimane prima.

11 Quando combattevi come ti sentivi? Eri sicura di te stessa, concentrata, oppure il contrario?
Credo di aver fatto un ottimo lavoro con Emanuele, anche se la tensione di gara non si può eliminare del tutto ma è un bene così, ci deve essere.
Sicuramente sono salita per dare il massimo di me e non tenermi nulla da rimpiangere, al massimo della concentrazione, un pizzico di tensione e tanta voglia di combattere.. tutto in perfetto equilibrio. Sono salita per divertirmi e cosi è stato.

12 Quando hai combattuto contro la campionessa del mondo in semifinale, cosa è successo?
Ho incontrato la campionessa del mondo ai quarti di finale e chi perdeva era fuori dal podio e per un attimo la tensione ha preso il sopravvento ma poi mi sono detta… Salgo per combattere, la più forte vincerà ma io non gli regalerò nulla, e con tanta voglia di riprendermi una rivincita con lei.
Da una parte non avevo nulla da perdere e quindi sono andata per fare una guerra. Alla quale lei ha ceduto.

13 Che consiglio daresti agli altri atleti su un percorso di Coaching e sul Metodo Flow?
Il consiglio che darei ad altri atleti sul percorso di coaching e metodo flow è.. fatelo! Sicuramente per vincere serve saper combattere, quella è la prima cosa ma.. se sei 100 devi saper mettere 100 su quel ring perché non puoi mettere 60 e perdere con chi vale 65.

 

Grazie Elena per le tua bellissima testimonianza, adesso vediamo cosa dice il tuo maestro Marco Lanzilao di questa collaborazione sul Mental Coaching.

Emanuele Zanella
Mental Coach – Analogista specializzato in sviluppo dello stato di Flow, Respiro Rigenerativo e Sicurezza Personale.