Intervista – Marco Lanzilao, Maestro di kickboxing

Ciao Marco, prima di tutto chi sei?
Mi chiamo Marco Lanzilao sono un Maestro di kickboxing e karate, mi sono formato nel gruppo sportivo della Guardia di Finanza settore karate (WKF karate olimpico), ottenendo risultati a livello mondiale, per poi passare nel mondo della kickboxing e attualmente allenare uno dei Team più prestigiosi in Italia e al mondo , con più di 15 campioni del mondo in diverse specialità.

Che tipo di problemi hai sempre riscontrato su Elena prima di gareggiare?
Uno dei problemi principali di Elena era l’insicurezza e la carenza di autostima.

Riesci a dare una percentuale di resa che aveva Elena in allenamento e in gara?
La percentuale di resa di Elena in allenamento era superiore di un 20% rispetto alla gara, dovuto alla sua incapacità di concentrarsi sull’attimo presente piuttosto che pensare a situazioni negative.

Per quale motivo hai scelto di far fare un lavoro mentale a Elena ?
Il problema di Elena era principalmente sul piano mentale ed emozionale per questo abbiamo scelto un mental coach.
Avendo seguito io personalmente il Metodo Flow di Emanuele ho trovato molto interessante il modo di lavorare da lui proposto.

L’anno scorso oltre ad aver fatto il training sul Metodo Flow con molti dei tuoi atleti, hai fatto seguire Elena ai campionati europei da Emanuele, ci puoi spiegare il perché di questa scelta?
La comunicazione inconscia è sembrata proprio adatta alla problematica di Elena scelta che poi si è rivelata ottima.
I risultati ottenuti da Elena agli europei di kickboxing sono stati fantastici, oltre aver vinto la medaglia d’argento alla sua prima esperienza internazionale perdeva solo di un punto alla finale con la campionessa del mondo in carica .

Che risultati hai ottenuto, impressioni e valutazioni?
La prova del nove è avvenuta proprio ai quarti di finale dove un sorteggio non positivo ci metteva di fronte alla Campionessa europea e mondiale .

Parliamo del mondiale, come hai spinto Elena a fare un lavoro di Mental Coaching?
Dopo aver preparato l’incontro dal punto di vista strategico e tecnico Elena riusciva a rimanere concentrata tanto da umiliare la polacca, ottenendo un verdetto a suo favore da parte di tutti e tre i giudici con uno scarto di 5/6 punti per poi volare dritta alla finale strappando il campionato mondiale dalle mani della forte campionessa israeliana.

Elena come ha affrontato questo mondiale rispetto alle altre gare importanti?
Rispetto alle competizioni passate in cui le emozioni potevano bloccarla questa volta hanno giocato a suo favore aiutandola a raggiungere la vetta più alta ritornando in semifinale con la polacca che secondo il mio punto di vista è stato un capolavoro ,la sua abilità nel canalizzare la forza delle emozioni creando una sinergia vincente fra mente emozioni e corpo.

Quando combatteva che percezione hai avuto dei lei? Era lucida, più sicura di se stessa, concentrata, oppure il contrario rispetto le altre volte?
Era più sicura rispetto alle altre volte, più pronta a mettersi in gioco, non associando la sconfitta a un fallimento totale.

Quando ha combattuto contro la campionessa del mondo in semifinale, cosa è successo?
Rispetto al Campionato Europeo ha dato tutto quello che aveva dentro, senza freni mentali e questo è bastato ad annientare la campionessa polacca.

Che consiglio daresti agli altri atleti e maestri su un percorso di Coaching e sul Metodo Flow?
Il training con il metodo Flow permette di superare con facilità sabotatori interni creando una mentalità vincente nei ragazzi che lo praticano.

Ultima domanda leggermente di parte, ma doverosa. Come mai hai scelto Emanuele e non altri più vicino?
La mia scelta di Emanuele è dovuta al fatto che ho toccato con mano l’efficacia del metodo da lui proposto e la capacità di entrare in sintonia con i ragazzi. Il mio consiglio per tutti è di provare.

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