Domenico Valentino contro Patera: la mente fredda dell’europeo

Domenico Valentino contro Patera: la mente fredda dell'europeo

Come si prepara la mente di un pugile a un titolo europeo in cui molti lo danno per sfavorito? In questo articolo racconto i tre mesi di lavoro con Domenico Valentino prima del match con Francesco Patera. Non parlo di tecnica: parlo dello stato con cui è salito sul ring.

Come ben si è visto, non serve fare nessun chiarimento sul verdetto tra Domenico e Patera, ormai quello che è fatto è fatto!

L’intenzione di questo articolo non è di fare polemica, ma dare importanza alla forza mentale che Valentino ha avuto in questo titolo europeo dato per sfavorito da moltissimi.

Appena saputa la notizia abbiamo iniziato subito a pianificare il piano d’azione fino alla data del match ancora prima di averne la conferma ufficiale.

Se siete del settore sapete bene che basta poco per far saltare un match, quindi siamo stati buoni in silenzio, nell’ombra a coltivare il nostro orto.

Mirko era felicissimo, e dopo qualche minuto di festeggiamenti ho iniziato a mettere in movimento il cervello per capire il programma migliore da svolgere in questi mesi, facendo diverse domande sul match, su Patera ecc per avere più elementi possibili.

In quel periodo stavo già sperimentando da mesi dei nuovi programmi sulla mentalità vincente e Riprogrammazione Mentale che stavano portando dei feedback molto interessanti, quindi mi sono preso un po’ di giorni per riflettere bene e scegliere il lavoro da svolgere.

LA RESPONSABILITA’

Una bella responsabilità, un bel peso da portare in cui il margine di errore deve essere zero!

Da considerare anche che era già tanto tempo che cercavo di organizzare un allenamento alla boxe piovese dal mio maestro Gino Freo alla Boxe Piovese per fare sparring con Devis Boschiero e Luca Rigoldi.

Stavolta non potevamo perdere questa occasione, dovevamo per forza riuscirci, quindi mi sono organizzato con il maestro Freo per far venire Mirko ad allenarsi.

Stabilita la data, si organizza il tutto e si procede. Se vuoi saperne di più riguardo ai nostri allenamenti, clicca qui “Cinque giorni con i campioni”.

Finiti i cinque giorni, abbiamo fatto due settimane di pausa per metabolizzare il lavoro svolto e solo poi abbiamo iniziato il programma di riprogrammazione mentale.

INIZIAMO

Partiamo con le video chiamate su skype come sempre, e come prima cosa analizziamo secondo per secondo i video dei suoi ultimi match per identificare quando era in Flow o no.

Mirko inizia a riconoscere quando è nel flusso e quando esce. Questo è importantissimo per crescere.

Non è semplice questo lavoro ed è per questo che molti, quando guardano i miei video, mi dicono che non capiscono nulla.

Questo è un lavoro lungo, richiede pazienza e costanza per comprenderlo perché va oltre la tecnica.

In questa analisi abbiamo diviso un foglio a metà in una parte i pregi e nell’altra i difetti come si faceva a scuola, e una volta preso coscienza abbiamo iniziato a lavorarci sul condizionamento.

Ho avvisato Mirko che dovevamo fare un lavoro nuovo, logorante mentalmente a cadenza giornaliera compresi i sabati e le domeniche, e che la mancata attività di un solo giorno comportava l’effetto contrario di ciò che avevamo previsto.

Inoltre, doveva inviarmi il video di ogni allenamento in modo che io potessi analizzarlo.

Ovviamente non stiamo parlando di tecnica pugilistica, non è compito mio, ma quanto sul Flow, quindi un lavoro sottile e raffinato che per comprenderlo serve una mentalità aperta.

Infatti quando lo scopri il Flow te ne innamori subito!

Chi mi conosce sa che sono molto diretto, e quando un video non mi piaceva, elencavo tutti i difetti a Mirko e lui senza esitare lo rifaceva. Già questo è un aspetto importante da prendere in considerazione.

ATTENZIONE AI DETTAGLI

Una delle lacune di un atleta è fare fatica ad eseguire i suggerimenti del maestro a comando, cioè in tempo reale. Il maestro suggerisce le tecniche, ma l’atleta non le mette in atto, non ascolta.

Il mio compito è quello di addestrare il cervello degli atleti a eseguire gli ordini senza rallentamenti o sabotaggi dalla parte LOGICA > STIMOLO > AZIONE.

Questa è una capacità che va allenata, e tutti la possono fare!

Ammetto che ho provocato Mirko in tutti i modi, e lui ha sempre superato alla grande ogni prova!

Lo faceva e basta perché abbiamo lavorato sulla Disciplina Mentale!

Oltre a questo lavoro, abbiamo lavorato sempre a distanza sulle varie strategie negli sparring per alimentare stress e creare situazioni sempre più complesse per addestrare il cervello di Mirko e sopportare la tensione e la difficoltà mentale superiore a quello che poteva essere il match.

Ripeto, stress mentale, no fisico.

Ogni allenamento veniva analizzato scrupolosamente, e alcuni erano stati studiati apposta per fallire, per sbagliare e ritrovarsi nel baratro.

Questo tipo di allenamento serve per addestrare l’atleta ad associare l’errore a una cosa positiva, e più volte lo fai, più esso si abitua a diventare forte e resistente.

UNA MENTE D’ACCIAIO!

Domenico Valentino contro Patera: la mente fredda dell'europeo

Provate a immaginare in quasi due anni che seguo Mirko quanti fallimenti e stress mentale gli ho fatto (subire/sopportare) per costruire una mente così fredda, concentrata e resistente.

Oltre al lavoro di condizionamento psicofisico tutti i giorni, lavori specifici negli sparring, ci vedevamo su Skype per le nostre sessioni di coaching.

Alcune erano leggere divertenti, di valutazione accurata dei risultati, altre erano distruttive e pesanti, infatti le facevamo dopo l’allenamento perché gli veniva mal di testa.

Potete immaginare l’impegno mentale che serve in una sessione fatta seriamente.

Il nostro scopo?

Mirko, come tutti i miei atleti, viene preparato a salire sul ring con un unico scopo, combattere e vivere il presente e non per vincere.

Immagino lo sgomento in questo momento, ma devi sapere che l’obiettivo di vincere è intrinseco perché nessuno sale sul ring per prenderle o perdere.

ATTENZIONE: Pensare al verdetto può essere pericoloso se non sai gestire la tua mente, i tuoi pensieri e le tue emozioni ti può creare un’altalena emotiva condizionata dalla ripresa.

LA MENTE DEL GUERRIERO

La mente del guerriero invece ragiona nel presente, non pensa a quello che può succedere dopo o quello che è successo prima, ma resta presente nel (qui ed ora) costantemente senza mai perdersi d’animo qualsiasi cosa succeda, bella o brutta.

Se va bene ok, se va male ok.

Tutto quello che succede fa parte del gioco, quindi è molto utile imparare a diventare di ghiaccio, freddi, come se tutto sia normale.

Facile a parole, complesso a farlo nei fatti, specialmente se in palio c’è un titolo importante.

Mi ricordo molto bene quando il lunedì sera gli do l’ultima stimolazione dicendo: “Aooo, tu sai che non ci crede nessuno a te e che ti danno per spacciato, che non finirai il match?”

Lui senza nemmeno pensarci, senza nessun calo di voce mi dice:

“ A me non importa niente! Io salgo con la coscienza pulita e scendo con la coscienza pulita!
Se Patera vuole vincere deve sputare sangue, io sono pronto a tutto!
Io ci credo tanto a questo europeo, è tanto che lo aspetto e faccio tutto…ma tu ci credi? “

Potete ben immaginare che mi sono messo a piangere, cosa che sto facendo anche in questo momento mentre scrivo.

Questo perché ho avuto la conferma definitiva che i tre mesi di lavoro, seguiti da ormai quasi due anni hanno formato in lui una struttura mentale così solida da cancellare in lui ogni forma di pensiero limitante, condizionamento, assenza mentale che possono sabotare il match.

SOLO CONTRO TUTTI 

Tutti conoscono la differenza di carriera tra Mirko e Patera, e questo ha creato una serie di convinzioni dando Mirko per sfavorito sia tecnicamente che fisicamente.

Eccone alcune:

Non ha la capacità di fare 12 riprese.
Ha una boxe da dilettante.
Non ha il pugno pesante.
Lui è abituato a combattere con le macchinette, quindi a punti.
Non arriva alla fine, massimo all’ottava o nona crolla.

Queste sono solo alcune che conoscete già, e noi le sapevamo tutte.

Trovate altre info a riguardo qui.

Lo scopo era addestrare la sua mente a escludere a  priori il fallimento.

Doveva essere eliminato dalla sua mente e così è stato fatto.

Io di nascosto raccoglievo tutte le critiche a suo svantaggio e poi nei momenti di calma emotiva durante le sessioni di coaching, cioè quando aveva la guardia bassa colpivo con ferocia su di lui per stimolare le sue reazioni a livello inconscio.

Spietato? Sì, ma tutto era fatto in ambiente protetto, quindi era doveroso!

ENTRIAMO NEL MATCH

Ognuno ha il proprio modo per gestire lo spogliatoio.

C’è chi vuole silenzio, calma, poca confusione per concentrarsi.
Con Mirko invece sembrava di essere alla sagra in cui tra i casertani si raccontavano le barzellette mentre io non capivo una parola.

Domenico Valentino contro Patera: la mente fredda dell'europeo

Il clima era disteso, privo di tensione…o meglio, Mirko era sereno, mentre io ho dovuto sciogliere alcuni dello staff perché erano un po’ tesi. 😃

Arriva il momento di entrare, e Mirko dimostra la sua umiltà e cuore ancora una volta, si commuove quando vede il figlio e la moglie.

Rimane così fino al momento di salire sul ring, ma appena sale cambia stato emotivo e diventa impassibile, di ghiaccio, privo di emozioni!

La sua mente è sgombra da tutto, libera, e tutto il resto lo avete già visto con i vostri occhi.

I FATTI?

Ha fatto 12 riprese dall’inizio alla fine.
Ha boxato da professionista togliendo la distanza a Patera.
All’angolo è rimasto sempre in piedi senza mai sedersi.
Per tutto il match non ha avuto cali di concentrazione.
Ha stupito tutti e ha acceso gli animi.
Ha dimostrato cuore, coraggio, testa, intelligenza e fiato.

Alla settima o ottava ripresa Alessandro Duran si gira verso di me e mi segna con le mani e viso che sta andando alla grande, stupito della prestazione di Valentino, e per me è stato un altro colpo al cuore di soddisfazione nel constatare la prestazione.

Ho guardato il match dalla tv per sentire anche i commenti di Alessandro, e da uomo onesto ha affermato le sue opinioni e stima nei confronti di Valentino, oltre che un’ottima analisi tecnica come sempre.

Avevamo valutato tutto benissimo.

Problemi di fiato assenti grazie alla preparazione atletica e al Metodo Flow.

Ostacoli mentali ed emotivi assenti grazie a un lavoro imponente.

Indeterminazione nella strategia, davvero assente visto che avevamo valutato tutto.

Insomma, eravamo sereni, quindi che vinca il migliore!

Qui potete vedere uno degli allenamenti fatti con Valentino presso la Boxe Piovese: Video allenamento sulla concentrazione.

CONCLUSIONI

Provate a immaginare il peso che ho dovuto sopportare in questo periodo.

Maestri che mi scrivevano in privato per dirmi “In bocca al lupo per Valentino, ma preparati al peggio, la vedo dura.”

La mia risposta è sempre questa “Noi siamo pronti a tutto, che vinca il migliore!”.

Ho dovuto gestire le sue emozioni, ma anche le mie, quindi è stato un viaggio che ha fatto crescere entrambi, perciò ringrazio Mirko di cuore per questo viaggio avventuroso, ricco di emozioni e soddisfazioni che alla fine ha dimostrato con i fatti cosa può fare la mente umana quando viene affilata come una lama anche quando nessuno ci crede.

D’altronde se non ci credi tu in te stesso, nessuno lo farà per te! Noi ci abbiamo creduto, ma ci siamo anche fatti in quattro!

Ringrazio il mio maestro Gino Freo: nelle nostre conversazioni private ci siamo confrontati e ho avuto conferma che le mie valutazioni andavano bene.

Grazie a Renata Romagnoli per le sue foto incredibili.

La mente fredda non è un dono: si costruisce. Se in palestra rendi e in gara ti blocchi, il primo passo è la sessione conoscitiva gratuita: capiamo insieme dove cambia il tuo stato, poi valutiamo se e quale percorso è adatto a te.

Dei cinque giorni di sparring alla Boxe Piovese ho scritto qui: sparring con Domenico Valentino.

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Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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