Ancora adesso permane la resistenza granitica del “bisogna farcela da soli”, e se in qualche modo pensi di farti aiutare da un professionista si viene etichettati come un debole, senza attributi, se non addirittura una persona problematica.

Purtroppo questo schema di pensiero refrattario causa molti danni perché mette in difficoltà chi la pensa diversamente, condizionando in modo deleterio chi vuole fare qualcosa per migliorarsi tentando di farlo sentire quasi in colpa o sbagliato.

Possiamo comprendere bene che questa mentalità può divenire inconsapevolmente un vero e proprio indottrinamento limitante che mantiene imprigionato le persone nei loro schemi di pensiero rigidi perché gli viene escluso la facoltà evolversi, di trovare soluzioni a piccoli problemi che nel tempo rischiano di diventare problemi importanti.

Quando un essere umano ha un problema fisico gli viene naturale rivolgersi a un medico.
Quando il problema è psicologico, invece, non avviene lo stesso perché si VERGOGNA!

È come criticare una persona che va dal fisioterapista se ha una contrattura, definendolo come debole solo perché non si sistema da solo.

Insomma, l’errore di fondo è la considerazione di base che molti hanno sulla preparazione mentale ed emotiva perché viene definita come inutile e una perdita di tempo e soldi.

In pratica chi lavora a livello mentale viene definito da alcuni soggetti un guru, un santone, un venditore di fumo che dice parole di incoraggiamento come (sei forte, sei tu il campione), ma se chiedi loro una spiegazione esaustiva e completa, ti rispondono che una volta non esistevano certe figure come il nutrizionista, massaggiatore, preparatore atletico, e sopratutto il Mental Coach,  ma faceva tutto il maestro e tutto andava bene.

Allora a questo punto sarebbe opportuno eliminare le auto, i treni, gli aerei e viaggiare solo con i cavalli come una volta. Quanta tristezza!!

Una delle qualità di alcuni soggetti dello sport da combattimento di vecchio stampo  è (ma vuoi venirlo insegnare a me che sono 30 anni che faccio mestiere), è denigrare qualsiasi forma di professione che è al di fuori delle loro schiere antiquate, dei loro contesti e conoscenze.

Per fortuna questo stereotipo assurdo sta scemando, ma purtroppo c’è ancora molto lavoro da fare per riuscire a denigrarlo completamente perché questi soggetti danno valore più al proprio orgoglio che ammettere di aver commesso degli errori e che ci sono persone che studiano anni prima per lavorare.

Però ci sono anche le belle notizie, per fortuna ormai anche i più ostili all’evoluzione hanno lasciato la presa sul fatto che l’acqua fa peso, che i carboidrati fanno ingrassare e tutte le altre forme (faidate perché ho sempre visto fare cosi), ma questo non perché viene da loro, ma perché sono gli atleti stessi che hanno compreso che la dieta intanto non va fatta a caso, ma va seguita con tanto di esami del sangue, valutazione dei cibi personalizzata per controllare varie intolleranze e allergie, e tutto quello che ci sta dietro, e questo perché la perdita del peso come la dieta è una scienza, non un’opinione.

Stesso principio vale nella preparazione atletica, anche se qui è doveroso prendere in considerazione che questa può essere perfetta, ma se l’aspetto mentale è in disequilibrio può bastare un solo pensiero per bloccare  o limitare un atleta al punto di fargli buttare mesi di allenamento nel cesso.

Ormai la preparazione atletica ha fatto passi da gigante, ma ugualmente ancora adesso moltissime volte si ripete sempre lo stesso processo obsoleto, che in palestra si rende il 100%, e una volta in gara si rende 40/50% perché ci si blocca o altro.

Trovo inutile specificare che il problema non è il corpo, o meglio la preparazione atletica o tecnica, ma quanto la parte mentale ed emotiva che non è mai stata presa in considerazione, quindi trascurata.

Basta fare riferimento che il respiro è la prima parte che viene influenzata dalle emozioni e il cervello consuma circa il 25% di ossigeno pur rappresentando circa il 5% del corpo umano.

Tutti sono al corrente del fatto che la parte mentale è essenziale, ma ancora adesso la maggior parte delle persone non accetta di allenarla perché si ostina a seguire il principio più assurdo, infondato e ridicolo che basta allenarsi duramente con questi mantra da cartoni animati:
(Duri a morire, sangue sudore e lacrime, boia chi molla ecc.)

Quanta tenerezza mi fanno queste frasi, anche se sarebbe più veritiero specificare che fanno danni seri  perché vanno a formare delle convinzioni fasulle piuttosto che fare un lavoro specifico e scrupoloso.

Molti dicono che serve fare esperienza e poi passa, ma nessuno insegna nello specifico a livello emotivo comportamentale; è come dire intanto sbaglia, e poi con il tempo ti passa e imparerai.

Non è cosi, anzi! Il cervello associa le emozioni agli eventi, luoghi, suoni ecc, e se associa lo sport a frustrazione, rabbia e altro, le conseguenze possono diventare davvero devastanti perché si perde il sorriso, e quindi viene smorzata la parte creativa e un atleta non combatte più per volere, ma per dovere.

Il Mental Coach non ha la bacchetta magica, ma cammina con l’atleta indirizzandolo in un percorso ragionato che tocca nel profondo l’individuo eliminando eventuali condizionamenti e associazioni emotive limitanti in piena collaborazione con il maestro, dando un protocollo specifico di addestramento mentale per salire sul ring libero da qualsiasi limitazione per combattere al meglio delle proprie abilità usando a pieno la parte inconscia della mente.

Sono rari gli atleti che rendono sul ring come in palestra senza farsi influenzare dalle emozioni, e questo non è un segreto.

Quello che è dannoso e veramente privo di senso logico, è che la mentalità limitante e obsoleta come questa ha creato una specie di (vergogna) a chi vorrebbe affidarsi a un professionista che lo aiuti a livello mentale perché regna ancora quella regola stupida che chi si fa aiutare mentalmente è malato, un debole, uno senza attributi.

Seguo moltissimi atleti che non hanno mai confidato nulla al loro maestro perché pensa che siano tutte buffonate, che non servono a nulla, quindi per evitare di essere giudicati, etichettati, criticati evitano e basta e lavorano di nascosto.

Mettere in crisi le proprie certezze non è facile, serve coraggio e determinazione, ma è l’unico modo per evolversi, lasciando le chiacchiere il peso che trovano.

Prendiamo come esempio me stesso:
Sono più di 25 anni che sono dentro il mondo dello sport da combattimento, 15 che studio tramite corsi accademici molto impegnativi e costosi che variano dall’ipnosi, comunicazione, respiro terapeutico, counseling e PNL ecc.  Faccio ricerche e studi continuamente senza sosta e ho perso il conto del  numero degli atleti e maestri che ho collaborato insieme.

Ho impiegato circa 13 anni per codificare il Metodo Flow, il sistema di respiro che ti permette di raddoppiare le performance fisiche e mentali, e anche qui tutti quelli che lo hanno provato di persona sono stati soddisfatti, è stato dimostrato che funziona anche in altri sport come il ciclismo, calcio, tennis, nuoto, ma ugualmente alcuni NON accettano a priori e criticano senza mettersi in discussione pur vedendo i risultati nei video ecc.

Molti prima di chiamarmi seguono ogni mio passo anche per un anno per vedere se sono un ciarlatano oppure no, aspettano sempre che qualcuno gli dia la forza di chiamare, e questo anche perché la gente oltre ad avere vergogna di dire che sta facendo un lavoro mentale, ha la paura del giudizio negativo e quella di prendere una fregatura.

In tutti questi anni chi mi segue sa benissimo i risultati che ho ottenuto con gli atleti e la passione e dedizione che metto nel mio lavoro, e anche che collaboro con maestri e atleti di altissimo livello, e il lavoro che sta dietro un atleta assieme ai mestri è immenso.

Ugualmente sono stato criticato, calunniato, offeso e hanno mentito in tutti i modi possibile contro di me per distruggermi pur mettendo a disposizione tantissimi contenuti di valore GRATIS per aiutare gi atleti a dare il meglio di se stessi e per migliorare questo sport. Perché? Lascio a te la risposta!

Il mio ruolo non si vede nei riflettori perché vuol dire fare il lavoro sporco, dove ci sta la melma, le seghe mentali, frustrazioni, crisi emotive ecc., e non hai margine di errore, anche perché se l’atleta vince è merito del maestro, se perde è colpa di Emanuele Zanella.

Questa è la cruda verità!

Fare il mio lavoro vuol dire comprendere e conoscere l’atleta al punto di conoscerlo meglio di se stesso e dargli il supporto nei momenti difficili fino a trasformare le emozioni negative in pochi secondi, quindi passare da un momento di crisi e uno stato potenziante. Proprio per questo do inidicazioni al maestro come comportarsi per ottenere il massimo dal suo allievo, che non vuol dire insegnare la parte tecnica, ma solo come interagire nel modo corretto per stimolare la parte emotiva in modo potenziante.

Mi credi che ci sono ancora persona che non lo capiscono?

Ora magari potrai pensare: Magia? No, è solo una facoltà mentale che tutti hanno ma che pochi imparano perché sono stati indottrinati dai vecchi stereotipi dell’orgoglio di chi ignora totalmente l’evoluzione.

Detto tutto ciò, ti invito a vedere questo video molto interessante del maestro Mario Zanotti che parla delle facoltà mentali e il lavoro svolto assieme al campione del mondo Cristian Faustino, di sicuro ti sarà utile!

Ora non se quale sia il tuo pensiero a riguardo, se pensi ancora che sia tutto inutile e uno stupido chi si impegna per migliorarsi, se pensi sia utile ma tu non ne vuoi sapere perché hai paura di essere giudicato un debole o altro, spero solo che qualsiasi sia il tuo pensiero sia fondato da delle basi solide e non opinioni, quindi evita di dare retta alle chiacchiere, ma fai delle ricerche per conto tuo e trova la tua strada.

Se vuoi conoscere anche tu le regole dei codici dell’istinto per aumentare al meglio le performance, gestire le emozioni e provare di persona le basi del coaching, ti possono interessare questi video tutorial in OFFERTA.

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Emanuele Zanella- Mental Coach – Analogista  Esperto in Respiro Rigenerativo e Sviloppo dello stato di Flow.