Lo sapevi che la maggior parte dei ciclisti sprecano tantissime energie inutilmente solo perché respirano in modo completamente sbagliato?

Iniziamo a precisare che tutto quello che leggerai è frutto di ricerca e studio basato sull’anatomia umana e sui codici istintuali testata e monitorato in molto modi.

A questo direi di tagliare subito la testa al toro con la domanda cruciale:

Quando pedali in bicicletta usi un metodo specifico di respiro per ogni situazione oppure vai a caso?

Immagino che la risposta sia la seconda, quindi come viene.

Vediamo allora di comprendere al meglio perché i ciclisti fanno cosi tanta fatica inutilmente senza saperlo.

RAGIONIAMO!

Quando sei in autostrada con la tua auto, di sicuro corri in quinta per consumare meno e mantenere i giri più bassi, quindi corri in economia.
Ma cosa succederebbe se corressi in quarta al posto che in quinta?
Una sola marcia in meno, un solo numero in meno comporterebbe un aumento dei giri, uno sforzo maggiore del motore, un maggiore riscaldamento, maggiore consumo e maggiore sforzo.

E corri per un tragitto limitato di pochi kilometri; questo comporta un danno lieve. Se invece viene fatto in un tragitto lungo come 100 Km allora il problema diventa molto serio e il rischio di fondere il motore è alto.

Ora porta questo ragionamento sul ciclismo.

Una respirazione errata comporta una serie di fattori dannosi per la prestazione fisica quali:

Aumento del battito cardiaco
Aumento della temperatura
Aumento delle tossine metaboliche
Aumento dell’acido lattico
Aumento del volume residuo
Fame d’aria
Aumento del dolore
Aumento della percezione del dolore.

Penso sia abbastanza. Immagino tu stia pensando che tutte queste affermazioni siano eccessive! Ma ragioniamo insieme…

Il corpo quando è sotto stress produce tossine, e queste vengono eliminate tramite l’espirazione, la quale equivale al 70% di eliminazione di tossine metaboliche.

Siccome il 99% degli atleti quando è sotto sforzo respira in modo disfunzionale, tende (quando è bravo) a fare una respirazione al 50%, quindi metà inspirazione e l’altra metà espirazione.

Questo può andare anche bene in un tragitto di pochi kilometri, ma non in un tragitto lungo perché anche se in quantità molto basse, le tossine che vengono prodotte dall’organismo non vengono eliminate.

Ora prova ad immaginare di produrre anche il solo l’1% di tossine anche per una breve tragitto di 5 km, e su una distanza di 100 km.

Se questa respirazione errata viene fatta nei 5 km, il danno è piccolo, ma se viene fatta nei 100 km, il danno aumenta notevolmente e il corpo ne paga le conseguenze per il semplice fatto che viene obbligato a lavorare in modo squilibrato con il sistema in tilt sprecando molto più del necessario e producendo sempre più tossine.

La cosa più eclatante ma veritiera da sapere è che man mano che si corre la percentuale non si ferma al 1%, ma aumenta perché viene sommata: 1+1+1+1+1+1+1+1 ecc…
Potrai ben renderti conto che la matematica non è un’opinione e che i conti parlano da sé.

Questo processo apparentemente innocuo a lungo andare causa un indebolimento della gambe e quindi un decadimento del wattaggio perché le gambe si gonfiano di acido lattico.

Quando si fa fatica a riprendere il giro e inizia a mancare l’aria, si tende a respirare a bocca aperta per compensare la fame d’aria, ma pochissimi sanno che respirare con la bocca crea disidratazione e che questa è solo una sensazione errata, e non una esigenza.

Si, hai letto bene! Spesso la fame d’aria è solo una percezione errata perché essendo troppo saturi si fa molta più fatica ad inspirare, per il semplice fatto che i polmoni non hanno spazio per far entrare l’aria nuova, ma sono già full.

Puoi ben pensare quindi che il danno può creare, nella lunga distanza, quanta fatica si fa inutilmente la quale può essere eliminata attraverso un metodo specifico di respirazione.

LA FATICA PARTE DALLA
TESTA O DALLE GAMBE?

In questi casi avendo iniziato un processo interno deleterio per il corpo e la mente, potrai ben comprendere quanto può incidere nell’assetto mentale questa decadimento.  Ma la domanda cruciale è: “Inizia prima la stanchezza nella testa o nelle gambe?”

Anche se molti pensano che inizi nelle gambe perché sono i muscoli coinvolti che spingono e sono sotto sforzo, in realtà è la mente.

Il cervello quando è sotto stress consuma circa il 25% di ossigeno, pur rappresentando circa il 5% del corpo umano.

Questo, se non viene ossigenato in modo adeguato, non ha la forza per sovrastare l’impegno e quindi perde tono, aumenta così il dialogo interno, ci si focalizza sul problema, sul dolore, sulla fatica e si attiva quindi un circolo vizioso negativo che appesantisce il carico di lavoro di molto sia mentalmente che fisicamente.

Da qui si crea la paura di avere fame d’aria e si inizia a respirare con più forza, senza sapere però, che è la cosa peggiore che si può fare perché manda in tilt maggiormente il sistema.

Questi errori letali portano delle conseguenze disastrose nel ciclista perché vanno ad aumentare il Volume Residuo nel corpo, ovvero una quantità enorme di scorie che intossicano il sangue che va in iperacidità.

Nei miei seminari do una spiegazione completa e scientifica del processo distruttivo che si attua nel ciclista, e una volta appreso comprendono anche il processo inverso potenziante.

CHE COSÈ  IL FRENO A MANO?

Il freno a mano sono gli errori respiratori limitanti che se formati fin dall’inizio vanno a moltiplicare una somma minima di tossine che nella lunga durata diventa un numero incalcolabile.

NO! La verità è che stai correndo con il freno a mano tirato perché stai respirando nei modi più sbagliati. In questo modo dai al cervello impulsi negativi, i quali creano una disfunzione organica e una combustione errata tra Ossigeno e Anidride carbonica e quindi una produzione di cortisolo assurda.

Vuoi avere da SUBITO maggiore resistenza?

Vuoi avere le gambe pulite che spingono nei pedali?

Vuoi aumentare il wattaggio?

Questo è possibile perché già eliminare gli errori, quindi togliere il freno a mano ti da un vantaggio enorme, ma il vero potenziatore è saper Respirare in modo specifico che ti permette di usufruire al meglio delle potenzialità del corpo.

 

Ecco alcune testimonianze di chi ha usato il Metodo Flow

 

 

PER IMPARARE IL METODO
COSA BISOGNA FARE?

Le lezioni possono essere fatte di persona o anche a distanza in video-chiamata skype.

 

 

 

 

 

 

COME FUNZIONA SU SKYPE?

Le lezioni vengono svolte direttamente in action, nel senso che lo imparerai direttamente pedalando sulla bici con il rullo davanti alla webcam ed io ti guiderò passo dopo passo per applicare il Metodo alla perfezione controllando battito cardiaco e wattaggio.

COME FUNZIONA DI PERSONA?

Potrai seguire i training di gruppo nelle palestre affiliate a Piove di Sacco (PD) o Spinea  (VE),
oppure nella tua palestra direttamente.

Per info e prenotazione scrivi a:  info.metodoflow@gmail.com
Oppure contattami via chat   Facebook Emanuele Zanella  

 

Emanuele Zanella – Mental Coach specializzato in Respiro Rigenerativo e Sviluppo dello stato di Flow

Contatto: info.metodoflow@gmail.com