Come aumentare la resistenza nel tennis senza allenarti di più

Come aumentare la resistenza nel tennis senza allenarti di più

Per aumentare la resistenza nel tennis non devi per forza allenarti di più. Devi sprecare di meno. E lo spreco più grande, nella mia esperienza, è un respiro sbagliato sotto pressione: ti fa consumare di più a parità di gioco. Chi impara a respirare mentre gioca arriva in fondo al match più fresco e più lucido.

Se sei scettico, leggi fino alla fine. Ti spiego il ragionamento.

Resistenza nel tennis: due modi di finire la partita

Tutti i giocatori finiscono la partita. Ma ci sono due modi di finirla:

  1. con la lingua per terra, i muscoli stanchi e la mente che non è più lucida;
  2. ancora fresco, con la voglia di colpire e di dare filo da torcere all’avversario.

La differenza è enorme. E non sempre dipende da chi è più allenato.

La resistenza conta, nel tennis come in ogni sport. Ma il problema che mi sta più a cuore è un altro. È quello che pesa su tanti atleti: in allenamento hanno fiato da vendere, in gara rendono la metà.

Perché in partita la resistenza cala: lo stress passa dal respiro

Ansia da prestazione e stress? Certo. Ma c’è un passaggio che pochi conoscono.

Stress e ansia abbassano la prestazione perché agiscono sul respiro. E il respiro agisce su corpo e mente.

Quindi guardo la cosa da un’altra parte. Lo stress in partita ci sarà sempre. Il punto è il respiro sbagliato che lo accompagna. Se lo sistemi, lo stress lo reggi.

In allenamento e in partita hai le stesse gambe e lo stesso braccio. Cambia lo stato. La gara porta pressione, la pressione cambia il respiro, e tu consumi di più per fare le stesse cose.

Pensa al cervello. È un organo piccolo, ma consuma molto. Sotto stress ancora di più. Un tennista perfetto sul piano fisico e tecnico, se non sa gestire la tensione, brucia più del dovuto. E arriva alla fine vuoto.

Come sai, la pressione più forte nel tennis è psicologica. Se giochi con la testa che non respira, a un certo punto speri solo che finisca.

Gli errori che ti tolgono resistenza in campo

Conosci l’incubo di un atleta? Campione in allenamento, principiante in campo.

Chi vive questa situazione finisce spesso per fare errori pesanti:

  1. alimenta la paura di essere poco allenato;
  2. si allena più del dovuto per quella paura;
  3. si abbatte perché in gara non rende;
  4. alimenta pensieri ossessivi e disistima, difficili da gestire;
  5. entra in conflitto con l’allenatore.

Chi capisce questi meccanismi è avanti. Perché guarda l’atleta nel suo insieme.

Un corpo allenato è indispensabile. Ma quante volte non è bastato per giocare in gara come in allenamento? Il problema è riuscire a esprimere in partita le stesse qualità. E questo dipende dall’assetto mentale. Ed è qui che entra in gioco il respiro sotto sforzo.

Come respirare per aumentare la resistenza nel tennis

Se pensi alle tecniche di respirazione fatte seduti sul divano, immaginando colpi precisi, ti sbagli.

Il tennis è un gioco dinamico. Che senso ha fare esercizi statici per imparare a respirare in movimento? Se corri da una parte all’altra del campo, devi sapere come respirare mentre corri.

Un respiro preciso ti aiuta ad avere:

  • gambe più fluide negli spostamenti;
  • braccia più sciolte;
  • colpi più precisi con meno fatica.

Perché il respiro aumenta la resistenza? Te lo spiego per come l’ho visto in 20 anni di training in tutta Italia. Un’espirazione lunga aiuta il corpo a calmarsi. Nei test con i miei atleti vedo spesso il battito più basso a parità di gioco.

Vuol dire che puoi giocare la stessa partita, alla stessa intensità, ma con un bel risparmio. Più fiato. Più lucidità. E tutto questo imparando a respirare mentre giochi.

Il trucco di chi rende è saper dosare le forze durante la prestazione. Di solito ci si arriva con anni di esperienza. Il respiro è un modo per arrivarci prima.

Per la tecnica di base, guarda respirazione nel tennis.

Ogni sport ha il suo respiro: l’esperienza di Francesco

Il Metodo Flow è stato applicato in molti sport. Ogni volta adattato alle esigenze di quello sport.

  • Un ciclista non può respirare come un tennista.
  • Un tennista non può respirare come un ciclista.
  • Un tennista può usare in parte il respiro di un fighter, ma con modifiche importanti.

Ti lascio la testimonianza di chi l’ha portato nel tennis. Francesco Borgo, di Verona, racconta che grazie al respiro si può spendere meno ottenendo lo stesso risultato.

Francesco dice di aver visto nei suoi atleti più fluidità nei movimenti, colpi più penetranti e meno consumo.

Dalla resistenza nel tennis allo Stato di Flow a comando

Non devi allenarti di più. Devi imparare a dosare il respiro. È una competenza nuova, e una volta imparata resta tua.

Ma il respiro è il mezzo. Il fine è lo stato in cui giochi: lucido, presente, con il corpo che risponde. Il Metodo Flow insegna ad attivare lo Stato di Flow a comando, attraverso respiro, inconscio e istinto. I passi sono tre:

  • Riconosci dove sprechi quando la partita si fa tesa.
  • Attiva lo stato giusto con il respiro, mentre ti muovi.
  • Applica quello stato nei set decisivi.

Dietro ci sono 20 anni di coaching e 1.300 atleti seguiti, in sport diversi. Nel lavoro con i tennisti analizziamo insieme i movimenti di gioco e ci costruiamo sopra il respiro. Trovi tutto nella pagina Metodo Flow nel tennis.

Se vuoi arrivare al terzo set con gambe e testa ancora presenti, guarda come lavoro con i tennisti.

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Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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