Tecniche di respirazione nel ciclismo: quali servono davvero

Tecniche di respirazione nel ciclismo: quali servono davvero

Le tecniche di respirazione nel ciclismo sono di due tipi. Ci sono quelle che fai da fermo, come la respirazione diaframmatica, utili per il benessere. E ci sono quelle che fai in sella, in soglia e fuori soglia, utili per la prestazione. Sono buone tutte e due. Ma hanno scopi diversi, e la prima non sostituisce la seconda.

Se vuoi rendere di più sui pedali, devi sapere quale delle due ti serve. Vediamole una alla volta.

Tecniche di respirazione da fermo: la diaframmatica

La respirazione diaframmatica la conoscono tutti. Sei seduto o sdraiato, comodo, e respiri lento e profondo.

Il suo effetto sul benessere è reale. Ti aiuta a lasciare andare lo stress accumulato. Ti dà calma. Ti fa sentire di nuovo carico dopo una giornata pesante.

Ma se cerchi qualcosa da usare mentre spingi a tutta, non è questa la strada. Per due motivi:

  • serve molto tempo per allenare il diaframma;
  • non ti insegna a usare il respiro mentre pedali.

La differenza è grande. Da una parte sei fermo e tranquillo. Dall’altra hai il cuore in gola e le gambe che bruciano.

Tecniche di respirazione in sella, sotto sforzo

Respirare bene in soglia e fuori soglia è un’altra esperienza. Chi impara me lo descrive così: la fatica si sente meno, le gambe sembrano più leggere, l’aria entra con naturalezza.

Per arrivarci servono tecniche precise, studiate sotto sforzo. Il corpo è una macchina ben fatta. Il mio lavoro è insegnarti a usarla quando è al limite.

Di solito il ciclista respira in modo corto e irregolare, senza un criterio. Non per colpa sua: nessuno gliel’ha mai insegnato. Una respirazione disordinata porta a stancarsi prima e a tenere meno. Una respirazione ordinata ti aiuta a mantenere un ritmo costante.

Ti sei mai chiesto perché si studia ogni mezzo possibile per migliorare lo scambio di ossigeno nel corpo? Perché da lì passa buona parte della prestazione. E il primo mezzo che hai è il tuo respiro.

Perché le tecniche da fermo non reggono quando sale la pressione

C’è una ragione più profonda. Il respiro non segue solo lo sforzo. Segue anche quello che provi.

Il condizionamento avviene di continuo. Mentre pedali, pensieri ed emozioni cambiano il tuo respiro, che tu lo voglia o no. La differenza è una sola: subirlo oppure gestirlo.

Quando la salita si fa dura e arriva il pensiero “non ce la faccio”, il respiro si scompone da solo. Non hai perso l’allenamento. È cambiato lo stato. E una tecnica imparata sul tappeto, in quel momento, non ti viene in aiuto.

Per questo lavoro direttamente lì, nel punto in cui il respiro si rompe.

Come funziona il Protocollo Flow per chi pedala

Il cuore del Protocollo Flow è accorgerti del tuo ritmo respiratorio mentre pedali. Da lì, con tecniche ed esercizi mirati, impari a coordinare il respiro con i movimenti del corpo.

Anche qui il diaframma lavora, insieme alla parte bassa dei polmoni. Ma lavora in movimento, mentre spingi, non da sdraiato.

Tutto si fa sui pedali. Il percorso comprende esercizi pratici, video e un supporto personale. Gli atleti mi dicono che dopo qualche uscita sentono le gambe tenere meglio e più a lungo. È la loro esperienza, e ti invito a verificarla sulla tua.

Ho anche analizzato come respirano i corridori del Giro d’Italia. Se sei curioso, la trovi qui: come respirano i ciclisti professionisti.

Quale tecnica di respirazione scegliere: benessere o prestazione?

Te lo dico da operatore abilitato alle tecniche di respiro terapeutico: quelle tecniche le conosco e le rispetto.

Eppure con gli atleti che puntano alla prestazione non le uso più da anni. Ho visto che arrivano prima, e meglio, respirando in modo specifico mentre pedalano.

Quindi la domanda da farti è una sola: cosa stai cercando?

  • Benessere. Calma, recupero dallo stress, un contatto migliore con il tuo corpo. La diaframmatica da fermo va benissimo.
  • Prestazione. Tenere in salita, reggere il fuori soglia, sentire meno la fatica. Ti servono tecniche da usare in sella.

Puoi anche provare tutte e due e sentire quale fa per te. In rete trovi tante tecniche da fermo, utili per stare meglio. Sulla respirazione sotto massimo sforzo per ciclisti trovi molto meno. Io mi occupo di quella.

Dalle tecniche allo Stato di Flow a comando

Una tecnica è uno strumento. Quello che cerco con gli atleti è lo stato in cui la usano: lucidi, presenti, con il corpo che risponde.

Il Metodo Flow insegna ad attivare lo Stato di Flow a comando attraverso respiro, inconscio e istinto. In tre passi:

  • Riconosci come cambia il tuo respiro quando la pressione sale.
  • Attiva lo stato che ti serve, con il respiro, mentre pedali.
  • Applica quello stato quando conta: salita, sprint, finale.

È il risultato di 20 anni di coaching e di 1.300 atleti seguiti.

Se punti alla prestazione e vuoi tecniche da usare in sella, guarda come è costruito il percorso per ciclisti.

Guarda il Protocollo Flow

Hai un dubbio su cosa fa per te? Con la sessione conoscitiva gratuita lo vediamo insieme: compili il modulo, ti ricontatto, e in una breve videochiamata capiamo qual è il percorso adatto.

Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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