Respirazione nel tennis: come evitare le apnee in partita

Respirazione nel tennis: come evitare le apnee in partita

La respirazione nel tennis ha un nemico preciso: l’apnea. Durante lo scambio molti giocatori trattengono il fiato senza accorgersene. Poi cercano aria con respiri profondi e si appesantiscono. La via che insegno è un’altra: se ti accorgi di essere in apnea, inspira dal naso. E nei momenti di tensione, fai un’espirazione lunga, soffiando.

Nel tennis si lavora su tecnica, forza e strategia. Il respiro resta lì, in silenzio, e quasi nessuno lo guarda. È un peccato, perché conta molto.

Respirazione nel tennis: una scena che conosci

Sei in campo. Il sole picchia. Di là dalla rete c’è un avversario tosto, pronto a contenderti ogni punto.

Scambio dopo scambio il respiro si spezza. Diventa corto, alto. Ti senti svuotato. E la testa fa sempre più fatica a restare sul punto.

Non è una scena inventata. È la realtà di tanti giocatori.

Di solito si dà la colpa allo sforzo. Ma lo vedo con gli atleti che seguo: un respiro casuale e disordinato pesa quanto lo sforzo. Ti fa fare più fatica del dovuto.

Le apnee nel tennis: perché ti dimentichi di respirare

Il motivo è semplice. Sei così concentrato sulla palla che ti dimentichi di respirare. Colpisci in apnea. Corri in apnea. E l’apnea ti limita.

Se non porti ossigeno ai muscoli e al cervello, non puoi avere mente lucida e muscoli pronti.

C’è poi un errore che viene subito dopo. Finito lo scambio cerchi l’aria con dei bei respiri profondi. Nel mio metodo questo vale solo da fermi. Non quando sei in movimento.

Cosa fare, allora?

  • Se ti accorgi di essere in apnea, inspira con il naso.
  • Non inspirare con la bocca: eviti di riempirti troppo.
  • Durante il gioco lascia stare la respirazione profonda. Se te l’hanno consigliata, sappi che va bene da fermi.

Nel video vedi un allenamento sulla respirazione.

Perché il respiro cambia quando la partita si complica

C’è un fatto curioso. Quando un giocatore sta giocando bene, respira meglio. Anche se la partita è tirata.

Dipende dalle emozioni. Il respiro le segue. Se sei in fiducia, respiri. Se sei teso, trattieni.

Ecco perché in allenamento il colpo esce e in partita no. Il braccio è lo stesso. La tecnica è la stessa. È cambiato lo stato. Il punto pesa, dentro sale la tensione, il respiro si blocca e il colpo si accorcia.

Se hai il corpo allenato alla perfezione ma non sai gestire la tensione, il respiro diventa affannoso. Perdi forza e precisione. E i sacrifici fatti in allenamento valgono meno.

C’è un rischio in più. Si finisce per sentirsi un atleta scarso, quasi difettoso. E l’autostima ne risente. Non darti colpe: servono solo a distrarti. Cerca la causa.

Come usare la respirazione nel tennis: ascolta i tuoi errori

La prima strategia è la più semplice. Porta attenzione al respiro, in allenamento e in partita.

Fai questo esercizio di ascolto:

  • come respiri subito dopo un errore?
  • come respiri dopo un colpo riuscito?
  • come respiri prima di servire su una palla importante?

Ti accorgerai di dettagli che non avevi mai notato. Sono quelli che ti dicono dove intervenire.

Lavora poi sulla gestione delle emozioni durante il gioco. L’obiettivo è che non mandino in tilt il respiro.

I miei allievi, quando imparano le basi, mi riferiscono questi cambiamenti:

  • più resistenza, nel fisico e nella testa;
  • più lucidità;
  • gambe e colpi più fluidi;
  • più equilibrio e coordinazione;
  • emozioni più facili da gestire;
  • cambi di ritmo assorbiti meglio.

Per arrivarci, però, bisogna conoscere i ritmi del gioco e quello che succede nella mente e nel corpo. E bisogna ricordarsi di respirare.

Respirare nel tennis nei momenti difficili: l’espirazione lunga

In ogni match ci sono momenti di sfida e di insicurezza. Bisogna imparare a gestirli.

Immagina di essere sotto nel punteggio. La fiducia vacilla. Il respiro corto ti tiene prigioniero.

Ecco cosa fare:

  1. Prenditi una pausa, tra un punto e l’altro.
  2. Chiudi gli occhi.
  3. Fai un’espirazione lunga, soffiando l’aria.

Attenzione. Non ho detto un respiro profondo. Ho detto di buttare fuori l’aria, e basta. Se sei pieno, devi svuotarti. Non riempirti ancora.

Non avere fretta di inspirare di nuovo. Trova il ritmo giusto. E senti la calma che arriva mentre ansia e timore escono con l’aria.

Nelle mie sessioni succede una cosa interessante. Quando gli allievi imparano le basi e sentono i benefici, cambiano anche i movimenti, la fluidità dei colpi e l’approccio mentale.

Se vuoi la tecnica di base, punto per punto, la trovi qui: come respirare quando giochi a tennis.

Dalla respirazione nel tennis allo Stato di Flow a comando

Quando lavori insieme su mente, corpo e respiro, i tre diventano una cosa sola. Ti muovi in sintonia con ogni colpo. È lo stato di Flow.

Di solito arriva nei giorni buoni. Il Metodo Flow insegna ad attivare lo Stato di Flow a comando, attraverso respiro, inconscio e istinto. I passi sono tre:

  • Riconosci quando vai in apnea e cosa provi in quel momento.
  • Attiva lo stato giusto con il respiro: naso, espirazione lunga, ritmo.
  • Applica quello stato sui punti che contano.

Ci lavoro da 20 anni di coaching, con 1.300 atleti seguiti. Respirare così non è una pratica occasionale. Chiede costanza. Ma una volta imparata non la lasci più. Per chi gioca a tennis c’è una pagina dedicata: Metodo Flow nel tennis.

Se il respiro è il tuo punto debole in partita, può diventare uno dei tuoi punti di forza. Guarda come lavoro con i tennisti.

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Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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