Superare il blocco mentale nello sport da combattimento

Superare il blocco mentale nello sport da combattimento

Come si fa a superare il blocco mentale nello sport? Non forzandoti e non giudicandoti. Il blocco si supera capendo da dove parte, imparando a gestire le emozioni che lo accendono, ricostruendo la fiducia e abituando la mente alla pressione. È un lavoro che si fa per gradi. Negli sport da combattimento, dove la pressione è massima, è ancora più necessario.

Per combattere servono abilità fisiche. Ma serve anche una mente che regge. Quando arriva il blocco, l’atleta non riesce più a esprimere sul ring quello che sa fare.

Cos’è il blocco mentale nello sport da combattimento e da dove nasce

Il blocco mentale è un fenomeno comune. Non ha una sola origine. Le più frequenti sono queste:

  • l’ansia da prestazione;
  • la paura di fallire o di farsi male;
  • la pressione che arriva dall’esterno;
  • la poca fiducia in sé stessi.

Gli effetti li conosci. Indecisione. Muscoli tesi. Concentrazione che cala. Sai cosa dovresti fare, e non parte.

Lo conosco bene. Ero l’atleta che in palestra rendeva a mille e sul ring si bloccava. Non avevo perso le mie capacità. Era cambiato il mio stato. Riconoscerlo è il primo passo per lavorarci.

Quattro strade per superare il blocco mentale nello sport

  1. Gestisci le emozioni. Impara a riconoscere e ad accettare l’ansia e la paura. Chi le riconosce le governa. Chi le nega ne è governato. Il respiro consapevole e l’attenzione al momento presente ti aiutano a non farti trascinare.
  2. Ricostruisci la fiducia. Individua le convinzioni che ti frenano e mettile in discussione. Poi sostituiscile con frasi che ti corrispondono davvero. Le parole pesano: hanno un effetto forte sulla mente e sul corpo.
  3. Allena la mente. Concentrazione e capacità di restare sul compito vanno dentro la routine di allenamento, come la tecnica. Non sono un extra.
  4. Abituati allo stress. In combattimento arrivano situazioni che non ti aspetti, e devi decidere in fretta. Si impara con allenamenti che simulano la pressione e con un’esposizione graduale a situazioni sempre più complesse.

Sono quattro strade, non quattro trucchi. Ognuna richiede tempo.

Capire cosa ti blocca: dove senti il blocco mentale

“Cosa mi blocca?” Bella domanda. Se fosse facile rispondere, lo farebbe chiunque.

Per capirlo devi partire dalle sensazioni. Quando il blocco arriva, dove lo senti?

  • Nella testa?
  • Nel busto?
  • Nelle gambe?

Queste tre zone non sono uguali. Nel mio modo di lavorare ognuna ha un significato preciso, e indica una strada diversa verso la soluzione.

Per spiegartelo meglio ho preparato un video sui blocchi mentali. Guardalo con attenzione.

Sbloccarsi mentalmente: tratta il blocco con gentilezza

Qui c’è un’indicazione che sorprende molti atleti.

Se guardi il blocco come un blocco, lo rinforzi. Più lo chiami così, più diventa grande.

Dagli un altro nome. Chiamalo in un modo che lo renda meno pesante. Sembra un dettaglio. Cambia il modo in cui ci stai davanti.

Poi analizza la situazione con calma, senza giudicarti. Mai.

Il giudizio è un’arma puntata contro di te. Toglila di mezzo. Finché ti giudichi, una parte di te è impegnata a difendersi invece di combattere.

Come superare un blocco mentale: non è un muro

Da dentro, il blocco sembra un ostacolo insormontabile. Una parete che ti separa da quello che sai fare.

Non lasciare che ti definisca. Il blocco non dice chi sei. Dice in quale stato ti trovi in quel momento.

Con gli strumenti adatti puoi lavorare sull’ansia da prestazione, sulla paura di fallire e sulla poca fiducia. Ma devi deciderlo tu, e devi usare strumenti precisi invece di consigli presi qua e là. Lavorare sulla mente è un lavoro serio.

Il Metodo Flow per superare il blocco mentale in gara

Le quattro strade che hai letto funzionano se sai da quale stato le percorri. È il punto su cui lavoro da 20 anni, con 1.300 atleti seguiti.

Il Metodo Flow insegna ad attivare lo Stato di Flow a comando, attraverso respiro, istinto e inconscio.

  1. Riconosci cosa accade dentro di te quando la pressione aumenta: respiro, tensioni, pensieri, attenzione.
  2. Attiva lo stato in cui mente, corpo ed emozioni lavorano nella stessa direzione.
  3. Applica quello stato sul ring, quando devi esprimere ciò che sai fare.

Non devi imparare a fare di più. Devi imparare ad accedere a quello che già sai fare quando conta davvero.

Se pratichi la boxe, leggi anche perché un pugile si ferma sul ring: ci trovi cinque domande per capire in quali situazioni ti blocchi.

Una precisazione: il Metodo Flow è coaching, non psicoterapia. Se il blocco è legato a un trauma o a un malessere che va oltre lo sport, il riferimento è un professionista competente.

Se vuoi salire sul ring con la mente libera dai pensieri inutili, concentrata e presente, nel percorso che ho preparato per chi combatte trovi tutto questo lavoro in dettaglio. È il frutto di 20 anni di coaching negli sport da combattimento, e puoi riguardarlo tutte le volte che vuoi.

Scopri La Mente del Guerriero

Preferisci essere seguito da vicino? Si parte dalla sessione conoscitiva gratuita: capiamo insieme dove e quando ti blocchi, poi valutiamo se e quale percorso è adatto al tuo caso.

Emanuele Zanella
Ideatore del Metodo Flow

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